Articoli Rocco Pindilli

MATCH REPORT: TOTTENHAM – JUVENTUS 1-2

Nello storico stadio di Wembley va in scena l’ottavo di finale di ritorno della Uefa Champions League tra Tottenham e Juventus. Dopo il 2-2 di Torino i londinesi hanno maggiori possibilità di passare il turno, soprattutto perchè i bianconeri sono in condizioni fisiche precarie, falcidiati da infortuni e da calciatori acciaccati.

Le formazioni

Allegri opta per il 4-3-3 con Buffon in porta, Barzagli, Benatia, Chiellini e Alex Sandro in difesa, Khedira, Pjanic e Matuidi a centrocampo, con Douglas Costa, Higuain e Dybala in avanti.

Pochettino risponde con un 4-2-3-1, schierando Lloris in porta, Tripper, Sanchez, Vertonghen e Davies in difesa, Dembele e Dier a centrocampo col trio formato da Eriksen, Alli e Son dietro Kane unica punta.

Un tempo di sofferenza

La partita prende da subito una piega ben precisa. Il Tottenham opera un pressing molto avanzato e asfissiante che non consente alla Juve di ragionare. Viene consentito solo il giro palla in difesa mentre quando la palla finisce ai centrocampisti parte un pressing che costringe quasi sempre i bianconeri a buttare il pallone in avanti.

Il risultato è che gli attaccanti restano isolati.

Con il pallone invece il Tottenham ragiona molto.

Gli Spurs cercano di sovraccaricare un lato per poi cambiare il gioco dall’altra parte, con l’obiettivo di creare gli 1vs1 con i terzini bianconeri. Se da una parte Alex Sandro se la cava discretamente con Eriksen, non si può dire lo stesso della catena di destra. Son fa letteralmente impazzire Barzagli che, complice la scarsa propensione a difendere di Douglas Costa e la forma precaria di Khedira, si ritrova spesso in grandissima difficoltà col sudcoreano.

Al 39°, dopo varie occasioni, il Tottenham trova il vantaggio proprio su una di queste combinazioni. Son riceve palla sul secondo palo dopo un errore in uscita della difesa bianconera e batte Buffon con un tiro sporco ma efficace.

La Juve non riesce a reagire e si va a riposo con una situazione pressoché drammatica per i bianconeri.

La svolta tattica

Dopo 10 minuti in cui il copione della partita rispetto al primo tempo non cambia, Allegri opera una doppia sostituzione. Lichtsteiner e Asamoah prendono il posto di Benatia e Matuidi.

La Juve si schiera quindi con una specie di 4-2-3-1 con Alex Sandro che si alza e fa da elastico tra attacco e centrocampo. Barzagli torna centrale affianco a Chiellini.

I bianconeri occupano quindi meglio il terreno di gioco e con una sgroppata di Lichtsteiner sulla fascia trovano al 64° il gol del pareggio firmato Higuain.

Due minuti dopo il pipita trova centralmente Dybala che trafigge Lloris per la seconda volta e ribalta completamente le sorti di match e qualificazione.

Sofferenza finale

Dopo una decina di minuti in cui il Tottenham sembra letteralmente stordito dall’1-2 bianconero, i londinesi riprendono a macinare gioco lentamente.

La Juve si chiude a riccio in area e viene assediata dagli Spurs, il cui forcing finale però produce solo due palle gol. Son da fuori area calcia fuori di qualche centimetro e Kane coglie all’ultimo respiro un palo che fa tremare i bianconeri.

Qualificazione bianconera

La Juve si qualifica così ai quarti di finale, dopo un doppio match caratterizzato da una grande sofferenza. In attesa di sapere quale avversario riserverà l’urna di Nyon per il prossimo turno la squadra di Allegri ha la possibilità di concentrarsi sul campionato, dove incombe l’operazione sorpasso al Napoli.

Rocco Pindilli

@foto by Gazzetta.it

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