Articoli Rocco Pindilli

MATCH REPORT: REAL MADRID – ATLETICO MADRID 3-0

@foto by thesun.co.uk

Al Santiago Bernabeu va in scena il primo atto della semifinale di Champions League. Nel giorno del “Dos de Mayo”, una delle feste più importanti della città di Madrid, il derby di andata tra merengues e colchoneros serve a indirizzare una delle due squadre sulla via di Cardiff.

Zidane, che deve fare a meno di Bale, si affida a un 4-3-1-2 con Keylor Navas in porta, Carvajal, Varane, Sergio Ramos e Marcelo in difesa, Modric, Casemiro e Kroos a centrocampo e Isco dietro le due punte Cristiano Ronaldo e Benzema.

Simeone, orfano di Juanfran, risponde con un 4-4-2 con Oblak in porta, Hernandez, Savic, Godin e Filipe Luis in difesa, Koke, Gabi, Saul Niguez e Carrasco a centrocampo, e la coppia Griezmann-Gameiro davanti.

La prima mezz’ora del Real Madrid è un saggio di gran calcio da mostrare ai più giovani perché, al di là del gol del vantaggio trovato al decimo minuto con Cristiano Ronaldo, i padroni di casa mantengono il pallino del gioco eludendo costantemente i tentativi di pressione dei colchoneros, facendoli apparire come gattini indifesi invece dei leoni da combattimento quali sono.

Diverse sono le occasioni per le merengues di raddoppiare, ma un grande Oblak e un po’ di imprecisione nell’ultimo passaggio mantengono l’Atletico in partita.

Sul finale di primo tempo arriva qualche timido tentativo offensivo della squadra di Simeone, ma i pericoli per Keylor Navas sono pressoché nulli.

Nel secondo tempo l’Atletico prende campo, ma l’impressione è che sia il Real Madrid a controllare la partita anche in fase di non possesso; la squadra di Zidane infatti serra le due linee di centrocampo e difesa per evitare le imbucate dei colchoneros, costringendoli così a un possesso palla sterile che non le crea particolari pericoli.

Col passare del tempo e con l’aumentare della fretta dei biancorossi nel cercare il pari, aumentano anche gli spazi per il contropiede dei campioni d’Europa in carica che sono maestri in questo tipo di situazioni tattiche; diverse sono le occasioni per il colpo del ko che arriva al 73°, sempre per merito di Cristiano Ronaldo, perfetto quando si trova a tu per tu con Oblak.

CR7 poi chiude definitivamente i conti all’86°, con l’Atleti sbilanciatissimo nel tentativo di trovare il gol che manterrebbe aperti i giochi, ma che concede al portoghese il terzo gol personale, che gli permette di proiettare i blancos in finale e di portarsi a casa il pallone.

Dire che il Real Madrid abbia dato all’Atletico una lezione di calcio è persino riduttivo. Guardare i blancos giocare nella notte del Santiago Bernabeu è stato un autentico piacere e una grande dimostrazione, qualora ce ne fosse bisogno, che la squadra di Zidane non è arrivata fin qui solo grazie ad aiutini e alla fortuna, come molti in Italia sostengono.

L’ordine con cui è stato difeso il risultato, l’imbrigliamento tattico ai danni di una squadra come l’Atletico (solitamente maestra sotto questo aspetto) e la qualità tecnica delle giocate in fase di possesso sono state impressionanti.

I campioni d’Europa fanno quindi un passo importante, forse decisivo, per andare a Cardiff e difendere il titolo conquistato a S.Siro quasi un anno fa.

Per l’Atletico tra una settimana sarà una partita da tutto per tutto; vedremo se la squadra del Cholo sarà in grado di impensierire il Real Madrid o se la gara di ritorno sarà solo una passerella di arrivederci all’anno prossimo.

Rocco Pindilli

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