Articoli Rocco Pindilli

MATCH REPORT: ATLETICO MADRID – REAL MADRID 2-1

@foto by Eurosport.com

Allo stadio Vicente Calderon di Madrid va in scena la gara di ritorno della semifinale di Champions tra le due squadre della città, con il Real Madrid che parte dal sostanzioso vantaggio di 3-0 ottenuto all’andata.

Simeone si affida al 4-4-2 con Oblak in porta, Gimenez, Savic, Godin e Filipe Luis in difesa, Carrasco, Gabi, Saul Niguez e Koke a centrocampo, con il duo Torres-Griezmann a completare l’11 titolare.

Zidane risponde con un 4-3-1-2 con Keylor Navas in porta, Danilo, Varane, Sergio Ramos e Marcelo in difesa, Modric, Casemiro e Kroos a centrocampo e Isco dietro le due punte Benzema e Cristiano Ronaldo.

L’avvio di gara dell’Atletico Madrid è semplicemente da brividi. I colchoneros mettono in campo una furia agonistica senza precedenti e unita alla tecnica e un po’ di buona sorte dopo 15 minuti si ritrovano in vantaggio di due gol. Tutto è riaperto!!

Prima (al 12°) Saul Niguez trova un grande stacco di testa in anticipo su Cristiano Ronaldo su un corner e infila il gol dell’1-0; tre minuti dopo Griezmann trasforma un calcio di rigore concesso per un fallo nettissimo su Fernando Torres.

Il primo tempo scorre via velocemente, con l’Atleti che ci prova costantemente e il Real che tenta di riacquistare lucidità dopo i due schiaffoni presi a inizio gara.

I blancos cercano di uscire in palleggio e da metà primo tempo in poi ci riescono con una discreta qualità, abbassando i ritmi infernali imposti dagli avversari nella prima parte di gara.

In questo contesto, sul finale della prima frazione di gioco, arriva il gol che di fatto chiude ogni discorso: Benzema si porta via tre uomini quasi sulla linea di fondo, serve Kroos che tira a botta sicura; Oblak compie un autentico miracolo ma sulla ribattuta spunta Isco che corona col gol una doppia prestazione pazzesca in queste semifinali.

Il secondo tempo è molto ruvido dal punto di vista dei contrasti di gioco e il piano partita delle due squadre è lampante: mentre il Real cerca sempre maggiormente di sfruttare un possesso palla prolungato (sarà al 64% a fine gara) per far correre a vuoto gli avversari e trovare eventuali imbucate per le punte, l’Atletico prova a verticalizzare il più possibile sperando in qualche sbavatura della difesa dei campioni d’Europa in carica.

Le occasioni non mancano ma per un po’ di imprecisione delle punte e per bravura delle difese, il novantesimo arriva senza che il risultato cambi più.

Il Real Madrid raggiunge quindi la Juventus nella finale che si giocherà il 3 giugno a Cardiff.

I galacticos giocheranno così la terza finale di Champions League in 4 anni, con l’obiettivo di diventare la prima squadra nella storia della competizione a riuscire a confermarsi (mai nessuno finora l’ha vinta due volte di fila da quando è diventata Champions) e portare a casa la dodicesima coppa della sua storia.

Saluta la competizione un Atletico che ha dato tutto e che ha reso orgogliosi i propri tifosi nell’ultima partita della storia europea giocata al Vicente Calderon, che va in pensione a fine stagione.

Un plauso in particolare va al pubblico del Calderon, che ha dato un grande esempio di cosa vuol dire sostenere la propria squadra fino all’ultimo, nonostante sapessero già di essere eliminati. Davvero da brividi.

Rocco Pindilli

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