Andrea Zago Articoli

IRVING VS CURRY? L’EX-DUKE, NO?!

curry

Siamo nell’ estate del 2013 e l’attuale miglior giocatore di basket del globo terracqueo ha appena terminato il suo quarto anno in NBA. Le prestazioni non sono ancora quelle “consuete” a cui il 30 dei Warriors ci ha abituato attualmente.

In compenso si è già guadagnato il soprannome di “assassino con la faccia da bambino” ed è già attivo il sodalizio con il suo “gemmello” Klay Thompson: il 22 dicembre 2012, in un tweet all’intervallo della partita con i Charlotte Bobcats, Brian Witt, un giornalista del sito dei Warriors, si è inventato l’appellativo di Splash Brothers.

Ma nessuno ha idea di quello che sta per avvenire (ma obiettivamente nessuno può!). Nemmeno la Nike!

L’azienda di sportswear lo aveva nel suo portafoglio-atleti prima ancora di metterlo sotto contratto. Il padrino di Curry lavorava per l’azienda del “baffo” e spesso gli portava e regalava le scarpe.

Nel 2009 quando Steph viene scelto alla n°9 del Draft si lega alla Nike con un contratto quadriennale per una cifra davvero ridicola.

L’azienda dell’Oregon dimostra un basso e scarso interesse, giustamente ha già sotto contratto più del 74% dei giocatori della NBA e ha costruito la sua fortuna grazie a Michael Jordan. MJ è il fondatore di una lunga “moda-dinastia” proseguita poi con Kobe Bryant e LeBron James.

I dirigenti della Nike per quanto riguarda la nuova generazione puntano su Kyrie Irving, la point guard scelta da Cleveland con la n°1 al Draft del 2011 e Anthony Davis scelto dai New Orleans Pelicans sempre con la 1 l’anno successivo.

Il figlio di Drederick Irving ha lo stesso ruolo di Curry e siccome una regola non scritta del mercato delle scarpe in NBA è che “si può vendere solo ad un personaggio”. MJ era unico come l’8/24 di Los Angeles e “The Chosen one”.

Nike successivamente, durante le trattative del rinnovo contrattuale, manda un peso leggero a livello dirigenziale Nico Harrison che era direttore marketing. La presentazione dell’offerta fu davvero caotica e poco professionale: uno dello staff lo chiama “Stephon”; su una slide appare il nome di Kevin Durant. Quando si inizierà a parlare di denaro la proposta è di 2.5 milioni di dollari l’anno….

Il padre, presente alla trattativa, torna a casa e consiglia subito il figlio di provare qualcosa di nuovo e di guardarsi intorno, come successe quando Steph dovette scegliere l’università da frequentare.

Passa poco tempo e arriva l’offerta di Under Armor che offre poco meno di 4 milioni di dollari l’anno, Nike ha il diritto di pareggiare l’offerta ma non fa valere l’opzione (!!!).

Nel secondo trimestre del 2015 quando Steph viene eletto MVP e vince le finale NBA, le vendite delle scarpe marchiate Under Armor aumentano (sedetevi!) del 754%!. Il confronto di fatturato tra le due industrie attualmente è di 3 miliardi per UA e 28 per Nike.

Attenzione! Secondo uno studio fatto da Morgan Stanley Steph può portare UA a raddoppiare la sua capitalizzazione fino a 14 miliardi a fine 2015!

Già… Con il senno di poi bastava far valere una piccola opzione contrattuale!

Alla prossima!

Andrea Zago

Radio Rete
Radio di intrattenimento in onda 24 ore su 24 con una programmazione varia e interessante! Si tratta di musica, attualità, calcio, motori, videogames e tantissimi aneddoti dei nostri simpaticissimi e amatissimi speaker!
http://www.radiorete.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *