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IL DUBBIO E’ SOLO MIO?! – MARCO SIMONCELLI

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Il trittico asiatico è passato, a Motegi Marc Marquez ha vinto gara e titolo mondiale, a Phillip Island (gara pazzesca!) ha vinto Cal Crutchlow, a Sepang abbiamo avuto il nostro fantastico nono vincitore diverso nella categoria MotoGP (grazie Dovi!).

Ma un secondo, silenzio! Ecco, fermiamoci qui. Cinque anni e 15 giorni fa, più o meno, la mia generazione ha perso il “proprio Senna”. Blasfemia, vero?! Perdonatemi se esagero, ma credo che il Sic per sensibilità, profondità e umanità fosse molto affine ad Ayrton. Per il talento lascio sentenziare a persone e tecnici più competenti di me.

Il ricordo più nitido di quel momento è il casco con le due strisce rosse che rotola sull’asfalto e le grida di Guido Meda e Loris Reggiano che urlano: “il casco! Il casco!”.

Mi permetto di dilungarmi ancora un pochino e raccontarvi un piccolo spaccato della mia vita privata. Il 20 di Ottobre è il compleanno della mia dolce metà e io ho proposto un viaggio per staccare dalla routine quotidiana. La scelta, grazie ad un hotel favoloso, cade su Rimini. Programma dei tre giorni: Mirabilandia (dovete immaginarmi lì! Sembro un moccioso in un negozio di caramelle!), successivamente raggiungiamo l’hotel, il giorno dopo visitiamo San Marino ed il terzo giorno, con calma si ritorna a casa.

Secondo giorno, saliamo in macchina diretti alla rocca di San Marino (davvero favolosa!) e durante il viaggio scorgo un cartello: CORIANO. Con i miei splendidi occhioni da cucciolotto guardo la mia dolce Giulia ed esclamo: “dopo possiamo andarci?!”. Vi lascio solo immaginare lo sguardo amorevole della mia ragazza, obiettivo raggiunto!

Arriviamo a Coriano, senza farlo di proposito capitiamo nel giorno della ricorrenza (il 23/10), telecamere della Rai ovunque. Visitiamo il museo con tutte le foto e le moto di Marco, davvero emozionante. Arrivano anche un gruppo di motociclisti in sella alle loro moto che sgasano in ricordo del Sic. Da questo momento in poi avverto un fastidio dentro di me che con il passare del tempo monta e si evolve in fastidio, successivamente in rabbia.

Ecco il mio dubbio, in questi ultimi quattro anni abbiamo visto il funambolo Marc Marquez fare dei numeri pazzeschi in sella alla sua RC213V. Cadute-non cadute, recuperi fuori da ogni norma della fisica. E’ brutto da dire ma l’unica cosa che cambia è “l’esito finale”. Mi sorge una domanda, ma oltre al talento indiscutibile dello spagnolo c’è un aiutino? Non c’è dietrologia, mi chiedo se Mamma Honda abbia sviluppato l’elettronica della sua moto in questa particolare direzione, la direzione del “recupero estremo facilitato”.

Ho tentato di documentarmi, sicuramente è difficile avere delle notizie certe ed ufficiali. Qualche tecnico della casa dall’ala dorata si è fatto sfuggire che l’elettronica della RC213V è molto avanzata, quindi…

Provocazione: cara Honda stiamo ancora aspettando tre telemetrie: quella delle RC211V di Daijro Kato nell’incidente di Suzuka 2003, quella della RC212V di Marco a Sepang 2011 e quella della polemica Rossi-Marquez sempre a Sepang l’anno scorso.

Scusate, il dubbio è solo mio?!

P.S.: Occhioni da cucciolotto “scusa per averti raccontato Giulia”.

Alla prossima!

Andrea Zago

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