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MATCH REPORT: JUVENTUS – LAZIO 2-0

@foto by Tuttojuve.com

 

Allo Juventus Stadium si affrontano Juve e Lazio, coi bianconeri chiamati a riscattare immediatamente la prestazione fortemente negativa di Firenze. Allegri cambia tantissimo, proponendo una difesa a 4 con Asamoah, Chiellini, Bonucci, Lichtsteiner, un centrocampo a 2 con Khedira e Pjanic e poi solo attaccanti, con Mandzukic, Dybala e Cuadrado ad agire dietro Higuain.

La Juventus parte fortissimo e dopo 15 minuti è già 2 a 0, coi gol di Dybala e Higuain.

Nella fase finale del primo tempo e ad inizio secondo tempo i bianconeri lasciano nei piedi della Lazio l’iniziativa del gioco, ma rischiano praticamente zero. Poi si ricomincia con un possesso palla di qualità molto elevata, che costringe i biancocelesti a correre qua e la per il campo, col risultato che col passare dei minuti gli spazi per le imbeccate degli attaccanti diventano sempre più ampi.

I bianconeri infatti vanno più volte vicini al 3-0 che però non riescono a trovare.

La partita scivola via piacevolmente, fino al triplice fischio dell’arbitro Massa che consegna alla Juventus la vittoria consecutiva numero 27 in casa.

Il coraggio di Allegri nel provare un 4-2-3-1 superoffensivo è stato premiato. Il tecnico livornese ha schierato gli uomini maggiormente dotati tecnicamente e il risultato è stato molto soddisfacente in fase di possesso palla, soprattutto perché la squadra bianconera è riuscita per gran parte della partita a eludere il pressing laziale col palleggio, riuscendo a uscire palla al piede e rendendosi pericolosa con bei fraseggi tra gli attaccanti.

Il difficile non era mettere i migliori giocatori in campo (appare scontato come concetto, chiunque ci potrebbe pensare), bensì farlo mantenendo un equilibrio di squadra che consentisse di poter essere molto pericolosi davanti e contemporaneamente di poter rischiare poco dietro. In questo senso preziosissimo è stato il lavoro soprattutto di Mandzukic e Higuain, che si sono sacrificati parecchio anche in fase di non possesso. In fase di possesso palla invece un grande plauso va fatto in particolare a Bonucci e Pjanic, autentici architetti del gioco juventino, col bosniaco che è stato quasi perfetto nel raccordare difesa e fase offensiva della squadra.

Tutto bellissimo, però la vera domanda è la seguente: è questa la strada da intraprendere per la Juventus nel proseguo di stagione?

La risposta che viene più istintivamente da dare è si, ma soprattutto in Europa. In Italia è abbastanza difficile trovare delle squadre che giochino a viso aperto e che tentino di aggredire la partita e per questo motivo il tipo di approccio tattico richiesto dal 4-2-3-1 è abbastanza complicato da mettere in atto, poiché se fatto con gli interpreti più tecnici rischia di consentire agli avversari di giocare di rimessa ed essere molto pericolosi in contropiede, sollecitando parecchio la difesa e rischiando di creare buchi.

Il discorso in Champions League può cambiare e di molto, poiché le squadre europee difficilmente fanno catenaccio, ma cercano (soprattutto nella fase ad eliminazione diretta) di attaccare gli avversari. In questo senso, potendo contare su un reparto offensivo di tutto rispetto e su una fase difensiva egregia, i bianconeri possono veramente pensare di proporre questo sistema di gioco già dagli ottavi di finale contro il Porto, primo banco di prova e crocevia della stagione.

Rocco Pindilli



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