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MATCH REPORT: JUVENTUS – ATALANTA 3-2

@foto by quotidiano.net

Juventus e Atalanta si affrontano allo Juventus Stadium per l’ottavo di finale di Coppa Italia, che vede entrare in scena nella competizione la squadra campione in carica.

Allegri e Gasperini si affidano a un tournover moderato, consci dell’importanza e delle insidie della partita.

Dopo un inizio arrembante dell’Atalanta la Juventus cerca di prendere il comando della partita e di sfruttare la coppia di trequartisti Dybala-Pjanic per creare palle gol.

Il vantaggio della Juve arriva proprio da una giocata di Paulo Dybala, che con un sinistro pazzesco dal limite dell’area porta in vantaggio i bianconeri.

Prima della fine del primo tempo è sempre il 21 bianconero a illuminare il gioco e a servire a Mandzukic l’assist del 2-0.

L’Atalanta nel secondo tempo reagisce e trova al 70’ il gol del 2-1 con una perla di Konko, ma Pjanic ristabilisce subito le distanze su rigore.

La Juve poi si spegne e l’Atalanta fa prima il 3-2 con Latte Lath e poi sfiora in due occasioni il 3-3.

La partita però finisce così e la Juventus passa ai quarti di finale, non senza patemi. Sfiderà la vincente tra Torino e Milan.

Luci e ombre, momenti di esaltazione tecnica alternati a black out per certi versi clamorosi e a un atteggiamento a tratti inspiegabile. Questa partita riflette il momento della stagione bianconera, senz’altro positiva dal punto di vista dei risultati, ma non convincente a pieno dal punto di vista del gioco e della gestione delle partite.

La sensazione è che ogni tanto la squadra sia fin troppo consapevole della propria superiorità e abbassi la guardia, concedendo di fatto il comando del gioco all’avversario. Allegri dovrà lavorare molto su questo perché non sempre si riesce poi a portare a casa la partita (vedi Doha).

Fattore positivo sicuramente è stato l’esordio di Tomas Rincon, da subito calato nella realtà bianconera e il rientro di Marko Pjaca, apparso subito vivace.

Nota dolente sicuramente è l’ennesima prestazione non convincente di giocatori come Hernanes e Lichtsteiner.

Rocco Pindilli



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